ANTEPRIMA Il nuovo libro di Beppe Severgnini, un ironico viaggio all’interno del nostro modo di parlare e scrivere
L'italiano, manuale contro i misfatti verbali
Il congiuntivo è morto, dicono. Omicidio, suicidio o evento accidentale? Nessuna di queste cose. Credo si tratti della conseguenza logica di un fenomeno illogico. Sempre meno italiani, quando parlano, esprimono un dubbio; quasi tutti hanno opinioni categoriche su ogni argomento (vino e viaggi, case e calcio, sesso e sentimenti).
Pochi dicono: «Credo che col pesce si possa bere anche il vino rosso». I più affermano: «Credo che col pesce si può bere anche il vino rosso» (poi ordinano Tavernello bianco frizzante).

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Chi esprime cautela (e usa il congiuntivo) rischia di passare per insicuro.
Non da oggi, a dire il vero. Ricordo l’esame per diventare giornalista professionista, a Roma. Vivevo a Londra, in quel periodo; e durante la prova orale iniziavo ogni risposta con «
Credo che sia...»,
«Misembra si tratti...»
L’esaminatore s’è irritato: «Smetta di dire "credo..." e "mi sembra..."
Le cose le sa o non le sa!».
Gli ho risposto:
«Vivo in un Paese dove dicono I believe... (io credo) anche prima di comunicare l’ora esatta: l’orologio potrebbe essere fermo».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/08_Agosto/28/severgnini_italiano.shtmlp.s. - maine, in librarii !