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Autor Subiect: Bucarest, Italia: quando i playboy fanno i padroni  (Citit de 2023 ori)
radu
gadjo
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« : 29-10-2007, 02:19:16 »

Si polemizza spesso sulla presenza dei romeni in Italia; ma poco si racconta degli italiani andati a far fortuna laggiu',  ne' ci chiediamo che immagine noi proiettiamo nei riguardi dei romeni..
......
Einaudi pubblica ora un libro di Andrea Bajani: si intitola Se consideri le colpe*. Non e' un saggio o uno studio, ma un (bellissimo) romanzo: racconta il viaggio di un giovanotto abbandonato dalla madre che va a impiantare una fabbrica a Bucarest e che muore la' prematuramente, costringendo il figlio ad andare in Romania per il funerale e, soprattutto, a fare i conti con il passato della sua famiglia.

28/10/2007   - A SGUARDI ROVESCIATI
DAVIDE FERRARIO
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200710articoli/27089girata.asp

*Se consideri le colpe, Bajani Andrea, Editore   Einaudi  (collana I coralli),2007, 150 p.
Prezzo    € 11,20

** La strada di Levi Un film di Davide Ferrario, Marco Belpoliti. Documentario, colore 92 minuti. - Produzione Italia 2005
« Ultima modificare: 29-10-2007, 02:46:45 de către radu » Memorat

radu
gadjo
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« Răspunde #1 : 29-10-2007, 02:35:06 »

Lui e' uno dei tanti italiani che atterrano a Bucarest, ma spinto fin laggiu' da un motivo diverso da tutti gli altri. Gli uomini che scendono dall'aereo prima di lui hanno scarpe dalla punta quadrata e cravatte con il nodo troppo largo: sono in cerca di fortuna, hanno trasferito li le aziende, tirato su capannoni e comprato fuoristrada per mettere le mani su donne e denaro.
Lui deve seppellire una madre che non e' mai stata sua per davvero, se non in un'infanzia - magica nel ricordo - di pazza allegria: una donna carica di sogni, che un giorno di molti anni prima si e' lasciata alle spalle lui e tutto il resto per seguire un progetto improbabile e una passione mal riposta. Una storia d'amore totale all'orizzonte di un mondo che scambia per oro tutto quello che luccica.

http://www.internetbookshop.it/code/9788806187194/bajani-andrea/consideri-colpe.html
« Ultima modificare: 29-10-2007, 02:36:38 de către radu » Memorat

radu
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« Răspunde #2 : 29-10-2007, 02:41:17 »

A Galati
Durante i sopralluoghi per La strada di Levi capitammo in un ristorante di Galati, verso la foce del Danubio. Accanto a noi cenavano una ragazza romena e un sessantenne che capimmo essere un imprenditore toscano con un’attivita' da quelle parti. L’uomo continuo' a parlare per tutto il tempo di cose personali costringendoci involontariamente a trasformarci in spettatori di un melodramma.
Secondo uno schema prevedibile, lei - giovane e carina - era diventata l’amante dell’imprenditore. Lui le aveva pagato un appartamento, vestiti, l’universita'in cambio di un affetto a intermittenza ogni volta che l’uomo tornava in Romania. Ma ora le cose erano cambiate. Della moglie, della famiglia e dell’Italia lui non ne poteva piu'. Voleva emigrare definitivamente e andare a vivere con lei.

La giovane non parlava praticamente mai: bastava l’espressione che aveva stampata sulla faccia. L’imprenditore capiva che la ragazza non era per nulla convinta della proposta. E allora insisteva, perorava, pietiva. «Devi capire che ho fatto un investimento su di noi», diceva con un termine rivelatore. Lei restava immobile come una sfinge. Intanto il telefonino che teneva in grembo continuava a lampeggiare silenzioso proprio in corrispondenza del suo sesso, surreale richiamo primordial-tecnologico.

Quella goffa scenetta cristallizzava una metafora forte. Lì c’erano due mondi, due culture che la Storia aveva catapultato in una scomoda intimita', governata da un fragile equilibrio in cui ciascuno si aspettava dall’altro qualcosa che l’altro non era in grado di dargli, per eccesso o per difetto.

Anche i ruoli maschile-femminile corrispondevano perfettamente. La delocalizzazione liberista in Romania ha celato, nemmeno tanto bene, una spinta da invasione barbarica alla conquista del territorio e delle donne.
I primi italiani ad arrivare lì dopo la caduta di Ceausescu, ci raccontava un vecchio professore, furono proprio i playboy calati sulla riviera del Mar Nero in cerca di «signorine». Senza violenza, bastava il portafogli pieno. Non a caso furono le romene tra le prime donne dell’est a sostituire le prostitute africane sulle strade delle nostre citta', prima di essere a loro volta rimpiazzate da altre disgraziate ucraine, moldave, albanesi. Sparite dai marciapiedi, le romene ce le ritroviamo in casa come colf e badanti: perche' quelli sono i ruoli che inconsapevolmente assegniamo loro, percependo che possiamo «comprarle» in conseguenza del nostro potere economico.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200710articoli/27089girata.asp
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radu
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« Răspunde #3 : 29-10-2007, 02:45:14 »

Italiani di ieri e di oggi
C’e' una differenza antropologica sostanziale tra il vecchio «pappagallo» italiano che, con le calze di nylon in valigia, andava oltrecortina a far conquiste femminili negli anni Settanta e questa nuova specie di latin lover. Il pappagallo era una figura dell’Italia povera e cialtrona, un personaggio alla Alberto Sordi, insieme simpatico e meschino.
Gli italiani moderni arrivano in Romania con la forza travolgente di un modello economico che colonizza i villaggi nello stesso momento in cui - oggettivamente - li salva dalla miseria. Il pappagallo è diventato un padrone, spesso un padrone che non ha bisogno di chiedere, perche' la dinamica di sudditanza è implicita, quasi naturale; e si manifesta in modo chiarissimo nella relazione umana base, uomo-donna.

Ma, sotto l’epidermide della soddisfazione sessuale, cosa cercano davvero i maschi italiani in Romania? Parlando con molte coppie miste per una sezione del film che alla fine non ho montato, veniva fuori una specie di sogno regressivo.
Sì, certo, la fresca eta' dell’amante romena era un elemento. Ma l’aspetto decisivo era un altro: un’arrendevolezza femminile che arrivava alla sottomissione. Un concetto espresso brutalmente ma francamente da un camionista: «Le donne, qui, non rompono i coglioni».

Nel momento in cui abbiamo esportato la modernita economico-ideologica, ci siamo ben guardati dal portarci dietro anche l’evoluzione sociale che con quella era maturata. Anzi, esattamente il contrario. Ecco perche' i romeni, di noi, hanno un’immagine sostanzialmente patetica. Ci subiscono, nel migliore dei casi ci rispettano: ma non ci ammirano. C’e' una saggezza antica, interiore che il comunismo ha involontariamente conservato nei popoli dell’ex-impero sovietico. L’ho avvertita ripetutamente durante le riprese di La strada di Levi. Questa saggezza riconosce la forza dei potenti, ma non se ne lascia abbindolare. Sa che dietro la frenesia produttivistica si nasconde l’angoscia del futuro.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200710articoli/27089girata.asp
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radu
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« Răspunde #4 : 29-10-2007, 02:47:29 »


http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43680
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pippus
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« Răspunde #5 : 29-10-2007, 09:56:35 »

Indirettamente ho avuto l'occasione di sentire un po' di idee/parlare con Bajani, citato sopra, ed è l'esempio vivente che in Italia "uomo di cultura" o "scrittore" non vuol dire necessariamente uomo con un certo peso culturale, che ha assimilato una certa fetta di cultura, che puo' vantare una passione che vada oltre la cucina tipica e le belle spiagge. Anzi, te la puoi cavare benissimo anche se sei ampiamente ignorante , un caprone su tante cose del mondo, ma trendy, in quanto ci scrivi sopra.
Il sopracitato e' il caso di un giovanotto che ha sfondato col suo libro sul precariato qq anno fa e che quindi adesso va di moda, qqasi cosa scriva.

Una sorta di sinistroide convinto che a Cuba la gente è felice, fa ancora la rivoluzione continua e sta sfornando "l'uomo nuovo", ma ignaro dei principi base del marxismo o della storia base della sinistra italiana. Pieno di pregiudizi e luoghi comuni, è andato in Romania per cercare , per forza, i bambini nei canali e le periferie con gli zingari. In questo scenario l'imprenditore italiano diventerebbe una via di mezzo fra il Messia portatore di luce e il puttaniere sfruttatore.
E' rimasto un po' sconfortato (l'impressione è che non trovava materiale giusto per il suo libro ) e stupito che Bucarest è una città viva, piena di verde (o quantomeno più piena della sua Torino ), che c'è un sacco di gente normale, che abbiamo le librerie e i locali chic, che si stampano e si leggono i libri, che abbiamo dei settimanali culturali ampiamente letti e che qui mancano, che i palazzi sono spesso puliti e curati, che la gente è bianca, che le romene non sono tutte puttane, anzi , mica ci cascano così, e che la periferia non è tutta "sectorul 5".
(seriamente, ne so qqsa in prima mano Smiley ).
Non ho letto il suo libro ancora, penso sia sulla scia sopra descritta, una Romania dei luoghi comuni, ma ho delle informazioni sui suoi sforzi nel prepararlo. Come dicevo, personalmente il personaggio mi fa tristezza




p.
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eccellentedeluxe
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« Răspunde #6 : 29-10-2007, 11:28:48 »

forse chissa', credeva di ritrovarsi in un paese estremamente piu' esotico.
Certi pregiudizi sono difficili da sfatare, soprattutto verso di un paese (la Romania) che francamente rimane sconosciuto ai piu'.
Spesso l'italiano medio prende il volo low-cost, si va a fare il week-end a Bucarest o Brasov e Sibiu. Ma voi credete davvero che a lui interessi sapere qualcosa sulla Romania?!? e' come se vivesse sotto una campana di vetro, dove tutte le sue certezze e convinzioni si sono plasmate attraverso una serie di luoghi comuni. A chi dobbiamo imputare questa scarsa conoscenza delle tematiche altrui? un po' per il carattere degli italiani, spesso molto campanilisti ed in secondo luogo per una informazione deformata che ci proviene dai mass-media e dalla scuola. Il bello e' che a dispetto di quanto detto dall'autore, ci sono migliaia di Italiani forgiati dal mito del paese "oltre-cortina", tamarri che andavano in Polonia ed in Romania con le calze di naylon e la biancheria intima per "cuccare" le ragazze.
« Ultima modificare: 29-10-2007, 11:30:39 de către eccellentedeluxe » Memorat
dadi
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« Răspunde #7 : 29-10-2007, 12:28:11 »

Purtroppo e' proprio cosi come dice eccellente..in Italia esiste spesso un concetto strano e assurdo di "fare turismo".. mi sono scontrata con questa mentalità spesso anche nel mio lavoro. Solo per fare un esempio: Nell'ambito di alcuni progetti europei, collaboro anche all'organizzazione di viaggi "sostenibili" nel Delta del Danubio: Arrivo coi mezzi pubblici, pernottamento in B&B o capanne dei pescatori, escursioni gestite dai pescatori stessi con l'aiuto di guide locali (formate in 2 anni di corsi finanziati con l'aiuto di fondi europei e veramente bravissimi), con informazioni sul riservato di biosfera, e sulle attività di conservazione della natura, serate con cibi tipici, senza però cadere nella banalita'.
Beh, sono viaggi che vanno ottimamente tra tedeschi, austriaci, perfino americani, e gli introiti, tutti destinati alle associazioni locali di ecoturismo, aiutano molto a migliorare le infrastrutture e a formare nuove guide e personale alberghiero. Quando ho iniziato a vedere se si poteva coinvolgere anche qualche tour operator italiano oltre a quelli ecoturistici (cts per esempio) che già fanno questo tipo di cose, beh, ho scoperto che esistono già moltissimi viaggetti organizzati nel Delta del Danubio. A fare cosa? Ammazzare uccelli, ovviamente. Incluso, in molti casi, corruzione di ufficiali locali che firmano permessi di caccia anche al di fuori delle stagioni e delle zone possibili. E non parlo di un caso isolato, no, sono vere e proprie spedizioni di caccia continue, con tanto di aerei charter, pulman, zone intere del delta "riservate" alle battute, barche a noleggio ecc.
Qualche articolo : http://www.tutelafauna.it/interna.asp?sez=186&info=3979&ln=0
Questi sono in romeno:
http://www.gardianul.ro/2007/10/01/actualitate-c24/v_natorii_italieni_se_pregatesc_de_braconaj_in_biosfera_delta_dunarii-s102062.html, http://www.romanialibera.ro/a106788/pasarile-deltei-masacrate-de-vanatori-italieni.html

E qui qualche link italiano per quelli che hanno voglia di fare un po' di strage di uccelli in Romania e nel mondo.
http://www.cacciainromania.ro/ita/migratori.htm
http://www.pescaecaccia.com/caccia_Romania_nel_Delta/index.php
http://www.hunterco.ro/caccia/anatre.html.. e cosi via.
Un'industria. Da notare che ovviamente ci sono sempre "guide italiane.. assistenza sul luogo di personale italiano..ecc)

I locali sono incazzati come le bestie, anche perche' ovviamente quando le escursioni pacifiche di ecoturisti si scontrano con i pazzi impallinatori scatenati, figurati gli articoli che escono sulla stampa internazionale.. ai tedeschi che leggono "BILD" poco importa se sono stati italiani i cacciatori e gli organizzatori, il fatto e' che e' la ROMANIA (in persona di uno o due funzionarietti corrotti che firmano i permessi) a permettere l'assassinio della propria fauna protetta, questo e' il messaggio che arriva.

Siamo (operazione congiunta di diverse associazioni ecoturistiche romene e internazionali, enti pubblici, emissari UE e abitanti del Delta coraggiosi) riusciti a bloccarne una di queste "spedizioni" qualche settimana fa, grazie a una "soffiata", e smascherare alcune delle organizzazioni (quasi tutte italiane e finanziate con soldi italiani, con personale italiano sul luogo) coinvolte, ma è solo una goccia nell'oceano..
E non parliamo neanche delle attività "collaterali" che vengono organizzate per le ciurme di italiani "cacciatori sportivi" alla sera. Si sa, ammazzare animali indifesi fa venire fame e.. altre voglie. Prontamente soddisfatte sul luogo anche quelle, ovviamente. Con pochissimi soldi per la "manodopera" locale (che poi tanto locale non è, perche' perfino le "signorine" sembra che siano quasi tutte di importazione ucraina e moldava, costa meno), e tanti che rimangono nelle tasche degli organizzatori italiani. Che tristezza.

Un altro capitolo di "colonizzazione" insomma. Triste esempio di una visione assurda della vacanza come momento di sfogo degli istinti più bruti...

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karmeno78
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« Răspunde #8 : 31-10-2007, 16:40:06 »

Gli uomini che scendono dall'aereo prima di lui hanno scarpe dalla punta quadrata e cravatte con il nodo troppo largo: sono in cerca di fortuna, hanno trasferito li le aziende, tirato su capannoni e comprato fuoristrada per mettere le mani su donne e denaro.

 mor mor mor mor mor mor mor mor
 mor mor mor mor mor mor mor mor

Off-topic: "io am stat si-am stat"...dar scuzati-ma ca trebuie sa-mi fac damblaua...
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radu
gadjo
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« Răspunde #9 : 31-10-2007, 16:45:40 »

mie mi-a placut scena Galati !  Smiley  nu cred ca e cineva care n-a vazut macar o data ceva asemanator !  Wink
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superbibbone
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« Răspunde #10 : 05-11-2007, 13:34:56 »

Purtroppo e' proprio cosi come dice eccellente..in Italia esiste spesso un concetto strano e assurdo di "fare turismo".. mi sono scontrata con questa mentalità spesso anche nel mio lavoro. Solo per fare un esempio: Nell'ambito di alcuni progetti europei, collaboro anche all'organizzazione di viaggi "sostenibili" nel Delta del Danubio: Arrivo coi mezzi pubblici, pernottamento in B&B o capanne dei pescatori, escursioni gestite dai pescatori stessi con l'aiuto di guide locali (formate in 2 anni di corsi finanziati con l'aiuto di fondi europei e veramente bravissimi), con informazioni sul riservato di biosfera, e sulle attività di conservazione della natura, serate con cibi tipici, senza però cadere nella banalita'.
Beh, sono viaggi che vanno ottimamente tra tedeschi, austriaci, perfino americani, e gli introiti, tutti destinati alle associazioni locali di ecoturismo, aiutano molto a migliorare le infrastrutture e a formare nuove guide e personale alberghiero. Quando ho iniziato a vedere se si poteva coinvolgere anche qualche tour operator italiano oltre a quelli ecoturistici (cts per esempio) che già fanno questo tipo di cose, beh, ho scoperto che esistono già moltissimi viaggetti organizzati nel Delta del Danubio. A fare cosa? Ammazzare uccelli, ovviamente. Incluso, in molti casi, corruzione di ufficiali locali che firmano permessi di caccia anche al di fuori delle stagioni e delle zone possibili. E non parlo di un caso isolato, no, sono vere e proprie spedizioni di caccia continue, con tanto di aerei charter, pulman, zone intere del delta "riservate" alle battute, barche a noleggio ecc.
Qualche articolo : http://www.tutelafauna.it/interna.asp?sez=186&info=3979&ln=0
Questi sono in romeno:
http://www.gardianul.ro/2007/10/01/actualitate-c24/v_natorii_italieni_se_pregatesc_de_braconaj_in_biosfera_delta_dunarii-s102062.html, http://www.romanialibera.ro/a106788/pasarile-deltei-masacrate-de-vanatori-italieni.html

E qui qualche link italiano per quelli che hanno voglia di fare un po' di strage di uccelli in Romania e nel mondo.
http://www.cacciainromania.ro/ita/migratori.htm
http://www.pescaecaccia.com/caccia_Romania_nel_Delta/index.php
http://www.hunterco.ro/caccia/anatre.html.. e cosi via.
Un'industria. Da notare che ovviamente ci sono sempre "guide italiane.. assistenza sul luogo di personale italiano..ecc)

I locali sono incazzati come le bestie, anche perche' ovviamente quando le escursioni pacifiche di ecoturisti si scontrano con i pazzi impallinatori scatenati, figurati gli articoli che escono sulla stampa internazionale.. ai tedeschi che leggono "BILD" poco importa se sono stati italiani i cacciatori e gli organizzatori, il fatto e' che e' la ROMANIA (in persona di uno o due funzionarietti corrotti che firmano i permessi) a permettere l'assassinio della propria fauna protetta, questo e' il messaggio che arriva.

Siamo (operazione congiunta di diverse associazioni ecoturistiche romene e internazionali, enti pubblici, emissari UE e abitanti del Delta coraggiosi) riusciti a bloccarne una di queste "spedizioni" qualche settimana fa, grazie a una "soffiata", e smascherare alcune delle organizzazioni (quasi tutte italiane e finanziate con soldi italiani, con personale italiano sul luogo) coinvolte, ma è solo una goccia nell'oceano..
E non parliamo neanche delle attività "collaterali" che vengono organizzate per le ciurme di italiani "cacciatori sportivi" alla sera. Si sa, ammazzare animali indifesi fa venire fame e.. altre voglie. Prontamente soddisfatte sul luogo anche quelle, ovviamente. Con pochissimi soldi per la "manodopera" locale (che poi tanto locale non è, perche' perfino le "signorine" sembra che siano quasi tutte di importazione ucraina e moldava, costa meno), e tanti che rimangono nelle tasche degli organizzatori italiani. Che tristezza.

Un altro capitolo di "colonizzazione" insomma. Triste esempio di una visione assurda della vacanza come momento di sfogo degli istinti più bruti...



Le tue parole mi fanno vergognare e "incazzare ancora di piu' considerando che sono un animalista convinto e poi mi fanno riflettere ancora di piu'sullo schifo che produce la nostra italietta cosi' civle.
Ma questa cosa l'avevo capità gia' dalla prima volta che presi l'areo per bucarest..qualche anno fa....c'era fila al chek in...per ingannare l'attesa cominciai a parlare con un gruppo di romani (credo della provincia non proprio della capitale) che aveva parecchia esperienza di viaggi a bucarest....capisco subito che tipo di soggetti sono questi...tra l'altro sull'aereo ce ne erano diversi altri di questi gruppetti...Ricordo che mi fece impressione sentire alcune loro risposte:io facevo semplici domande sui ristoranti dove mangiare bene e sui locali tipo belle discoteche per il dopo cena...loro invece, con la loro grande esperienza di puttanieri da 2 soldi, mi rispondevano solo molto vagamente che con 7 o 8 euro avrei potuto mangiare bene e che in qualunque locale potevo "divertirmi e che sarei stato rimorchiato io (tra l'altro io volevo informazioni precise su dove mangiare bene e dove bere un drink in un bell'ambiente).
solo dopo essere atterrato a bucarest capii che i miei compagni di viaggio di bucarest conoscevano solo ristoranti tipo fast food e l'agenzia che affittava loro l'appartemento in centro a pochi euro a notte, ma in compenso erano grandi esperti di ragazze a pagamento che si facevano venire in camera...credo che uscivano solo per mangiare qualcosa necessaria a reintegrare le energie consumate...
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superbibbone
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« Răspunde #11 : 06-11-2007, 10:50:37 »

con questo volevo dire solo che forse il titolo della discussione è sbagliato:
i veri playboy non hanno bisogno di prendere l'aereo verso l'europa dell'est, l'estremo oriente o l'america latina...."la fanno da padroni sempre e dovunque"!!!!!!
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« Răspunde #12 : 06-11-2007, 11:59:45 »

Grazie Bibbone.. meno male che tu e Eccellente ci siete a dimostrare che esistono anche maschi italiani decenti..

Giovedi pomeriggio, aereo Alitalia Milano-Timisoara: 80% degli occupanti erano "maschi" italiani di varie eta', che non ci stavano piu' nella pelle a blaterare tra di loro a voce altissima sulle tante "straf***e" che si sarebbero fatte durante questo "ponte di sesso", e via dicendo. Su quanto poco costa la *f* la', su come te la buttano addosso, su come da italiano quasi ti devi "difendere" perche' tutte ti saltano addosso.
Ho iniziato ad avere la nausea nella fila per il check-in, ed ero pronta a vomitare gia' sul pulman che ci ha portato all'aereo. La volgarita' e la grettezza di queste persone era davvero impressionante.
Timisoara forse e' il luogo dove ho visto in modo piu' spaventoso questo fenomeno. E mentre non dubito affatto che esistono, come ovunque, donne locali che in effetti si guadagnano da vivere con questo "mestiere piu' vecchio del mondo", ho anche visto, uscendo sabato sera con amici in un club, che un bel 80% delle donne romene che erano li' semplicemente a divertirsi, ballare, avere un po' di svago con gli amici, venivano SISTEMATICAMENTE importunate da uomini chiaramente stranieri, per la maggior parte italiani, in alcuni casi in modo talmente pesante da rasentare la molestia vera e propria (parlo di mani infilati dovunque possibile, per esempio, solo per intenderci). Loro, con molto piu' classe di quanto avrei avuta io, semplicemente cercavano di allontanarsi da questi individui, ma spesso questo costringeva loro a lasciare il locale, perche' quelli non volevano saperne di sentirsi dire "no", diventando estremamente volgari, offensivi e anche maneschi.

Figurarsi, alcuni dei piu' sfigati ci hanno pure provato con me, per il semplice fatto che parlavo in romeno con le mie colleghe. Non importava che eravamo tutte oltre i 40, non proprio delle straf***e nessuna di noi, che eravamo vestite in jeans e felpa, e senza trucco. La fame di carne "dell'est" era troppa, evidentemente, non importa se giovane o stagionata, magra o chiattona. Meglio roba meno buona che andare a casa senza, o qualcosa del genere.

Non sono riuscita (nonostante le esortazioni delle mie colleghe a stare zitta) a tenermi quando uno di questi idioti mi ha messo pesantemente le mani addosso dopo che gli ho chiesto cortesemente di smammare, e li ho insultati tutti quanti ben bene in italiano (dispongo di un lessico abbastanza scelto dopo 24 anni in Italia..), al che e' arrivato il gestore o responsabile sicurezza o chennesso io del locale, sorpresa sorpresa, un altro italiano, e mi ha praticamente buttata fuori dal club. Si e' calmato quando ha capito che non ero romena.. ma questo mi ha fatto infuriare soltanto di piu'. Avrei voluto fare qualcosa, denuncie, casino, polizia, ma i miei colleghi romeni praticamente mi hanno imbavagliata e trascinata via, e abbiamo cambiato locale, andando in un posto tranquillo, frequentato soltanto da gente del posto, ancora non invaso dai maialoni arrapati forestieri. Pero' mi e' rimasto l'amaro in bocca.. come donna, come europea, come essere umano. Alcune delle battute di questi "turisti sessuali" sentiti sull'aereo continuano a risuonarmi nelle orecchie, e mi fanno sentire una profonda tristezza addosso.. e un grande senso di impotenza, di inutilita'.

Passiamo tanto tempo a parlare di lotta alla discriminazione, di miglioramento delle condizioni umane.. quando a gente del genere e' liberamente permesso di trattare delle donne in questo modo, alla faccia del sole, e vantarsene pure. E sono convinta, molto convinta, che sono le stesse identiche persone che poi sparano a zero sui "romeni ladri, criminali, violentatori, assassini".

Scusate lo sfogo. Ma almeno so che qui qualuno legge e capisce di cosa parlo...
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« Răspunde #13 : 06-11-2007, 13:01:18 »

sei stata troppo forte...spero che sei andata giù pesante con quell'italiano a timisoara....
io personalmente non sono mai stato un santo..assolutamente...ricordo di aver fatto anche io dei bei viaggi in centro america e sud america...ma posso dire che il mio scopo era quello di rilassarmi e basta...poi ovviamente è capitato anchea me di fare un pò di sesso spicciolo...ma posso dire che certamente non è mai stato questo il motivo dei miei viaggi...amo0 la bellezza dei posti che visito...non solo le bellezze del posto....
credo che ci vuole solo un pò di misura e un minimo di educazione e classe, in tutte le cose, e ovviamente anche nel sesso (per di più a pagamento)...purtroppo molti esagerano e cercano di scaricare in una settimana un anno di "pippe" e di frustrazioni varie (scusate il termine).
A volte capitano situazioni ancora più tragicomiche...come nel 2004 in brasile (a salvador de bahia, bellissima città)..la mattina leggo il giornale locale dove si dava risalto alla morte di un italiano di 40 anni morto per overdose di viagra....
comunque è vero..noi italiani siamo tutti un pò troppo schiavi del sesso....indistintamente...
Memorat
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« Răspunde #14 : 06-11-2007, 13:25:55 »

sei stata troppo forte...spero che sei andata giù pesante con quell'italiano a timisoara....

Oh si Smiley gli ho detto che i romeni sc**ano mille volte meglio degli italiani e se non fosse per i soldi, nessuna donna li cagherebbe neanche di striscio da quelle parti.. questo detto da una tedesca non gli e' piacciuto affatto, visto che noialtre ancora siamo considerate le maggiori "ammiratrici" del ..latin lover. Colpo basso, ma purtroppo quella gente li capisce solo se parli la loro lingua...
Memorat
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