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Autor Subiect: La stampa romena: In Italia ci trattano come Rom  (Citit de 1702 ori)
radu
gadjo
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Mesaje: 2714



« : 31-10-2007, 16:10:35 »

Rischi per il business, Unimpresa scrive ai giornali di Bucarest: «L'integrazione funziona»

DAL NOSTRO INVIATO
BUCAREST (Romania) — Parlano quasi la stessa lingua, ma da almeno tre mesi italiani e romeni faticano enormemente a capirsi. Non sugli affari, per il momento. Ma quella che ha investito i rapporti tra Bucarest e Roma è una vera e propria crisi mediatica.
Se e' vero che un giornalista romeno può tranquillamente chiedere al collega italiano «perche' Veltroni vuole cacciare la Romania dall'Unione Europea» (frase mai pronunciata dal neosegretario del Partito Democratico), significa che qualche problema c'e' veramente.
Gli imprenditori veneti sono in allarme. Uninpresa Romania, l'associazione che riunisce oltre 700 imprese italiane ed è guidata dal veneto Marco Tempestini il 17 ottobre ha pubblicato un'inserzione a pagamento sui quotidiani romeni. Obbiettivo: gettare acqua sul fuoco: «Non e' vero che in Italia stia emergendo un problema di convivenza e integrazione». Un gesto apprezzato pubblicamente dal primo ministro di Bucarest Tariceanu. E anche l'ambasciata italiana, guidata da Daniele Mancini, che e' evidentemente preoccupata, sta dispiegando tutti i mezzi necessari per aiutare la comprensione reciproca.

Eppure il meccanismo messosi in moto dalla scorsa estate e' di quelli rognosi da fermare. E' la settimana di Gorgo al Monticano e di altri fatti di cronaca nera che vedono in giro per l'Italia per protagonisti criminali romeni. Sui quotidiani italiani si parla apertamente di emergenza. E i numeri stanno li a testimoniarlo.
Ma il riflesso condizionato che scatta in Romania e' micidiale.
Tira aria di cospirazione. Ad ogni prima pagina italiana corrisponde una prima pagina in Romania: che non parla del fatto o del problema, ma di come viene trattata la notizia. «C'e' una connotazione politica nella campagna antiromena che c'e' in Italia?», chiede un collega di Bucarest. «Controllate i dati che vi forniscono le forze dell'ordine, siete sicuri che siano tutti romeni e non stranieri di altre nazioni che si dichiarano romeni?», incalza Cristian Burcioiu, cronista di Libertatea.«Perche' se poi raccontate sul giornale anche il furto di un portafogli perche' commesso da un romeno... », continua.
Il collega mostra una foto di Porta a Porta, con il titolone sparato «Emergenza romeni». «L'ultima volta che sono stato a Roma in vacanza mi accorgevo che venivo trattato peggio e in modo più scortese quando dichiaravo la mia nazionalita' », racconta.
«Poi evidentemente - punge Iuliana Anghel, di Radio Romania International - avete pene troppo miti e una giustizia che non funziona bene». Del vero c'e', ovviamente.

Ma spiegargli che i dati ufficiali segnalano in Veneto un aumento del 29% degli arresti di neocomunitari dall'apertura delle frontiere, raccontargli che quegli arresti non sono invenzioni, che ce ne sono decine, con foto, nome, cognome, che di scrivere sui quotidiani dei furti di portafogli, beh quello nemmeno a pensarci, non sembra convincerli a pieno.

Sono solo esempi. Ma il termometro del risentimento verso gli italiani segna una febbre per ora leggera che bisogna evitare diventi cronica. L'opinione pubblica - raccontano gli italiani che frequentano Bucarest - e' tramortita. E le spiegazioni per quello che accade in Italia, la supposta campagna mediatica contro i romeni, svariano dal disegno politico xenofobo alla confusione tra reati commessi da Romeni e quelli commessi da Rom (che a Bucarest sembra siano amati forse ancor meno che da noi).

Il tutto con una vena di vittimismo che evita di affrontare il problema partendo dai dati. Anche il governo di Bucarest si e' allarmato tanto che Dan Jurcan, «tecnocrate» ed ex direttore dell'Agenzia governativa delle strategie annuncia un sondaggio in Italia tra i romeni e gli stessi italiani per capire quale sia esattamente la percezione reciproca.
«Ogni romeno in Italia è ambasciatore del proprio popolo- ricorda ai connazionali - e deve comportarsi bene». Ma poi, parlando a titolo strettamente personale, azzarda un paragone che ben spiega la visione che a Bucarest hanno della questione. «I romeni in Italia stanno funzionando da caprio espiatorio, stanno pagando i problemi degli italiani. E nella storia e' gia' successo con un altro popolo, gli ebrei».

Nel mezzo di questa incomunicabilita', la paura, che sta avanzando concreta, che tutto questo rischi di intaccare un rapporto che i numeri definiscono unico nel suo genere: almeno 600mila romeni, tra cui 40mila bambini, residenti in Italia; 12mila imprese italiane (la gran parte dal Nord Est) operanti attualmente in Romania e che danno da lavoro a 800mila persone, quindicimila connazionale presenti il loco. Un interscambio da 12 miliardi di euro annui che si traduce in 325 voli aerei e 3.000 camion al giorno (e questi passano tutti per Mestre) che fanno la spola trasportando merci e persone.
Ma se il tema del risentimento verso gli italiani dovesse diventare da mediatico a politico, allora i guai (e si parla di contratti e soldi) potrebbero essere ben altri.
Luca Barbieri

Corriere del Veneto, 31/10/2007, pag. 5
« Ultima modificare: 31-10-2007, 16:16:07 de către radu » Memorat

simona_02
Vizitator
« Răspunde #1 : 31-10-2007, 16:17:31 »

mda. poate aºa se mai trezeºte careva.
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radu
gadjo
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Mesaje: 2714



« Răspunde #2 : 31-10-2007, 17:55:06 »

Se e' vero che un giornalista romeno può tranquillamente chiedere al collega italiano «perche' Veltroni vuole cacciare la Romania dall'Unione Europea» (frase mai pronunciata dal neosegretario del Partito Democratico), significa che qualche problema c'e' veramente.

credo che oggi stava per dirlo proprio :

"Credo che l'Italia - ha aggiunto Veltroni - debba porre il problema in sede europea. Questo e' anche un problema politico, l'Europa deve chiamare in causa le autorita' romene". Il leader del Pd ha sottolineato che "se si vuole stare in Europa bisogna starci a certe condizioni. La prima non puo' essere aprire i boccaporti e mandare migliaia di persone in un altro paese europeo" 

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/tor-di-quinto/reazioni-uccisa/reazioni-uccisa.html

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micky
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Mesaje: 4


« Răspunde #3 : 05-11-2007, 01:50:17 »

il vero problema è che in italia non si capisce bene la differenza tra i rrom e i rumeni! Sono in italia da 5 anni e sento sempre la stessa porcheria! Come facciamo spiegarvi? I rrom fanno le stesse cose in Romania come in Italia, noi li vogliamo ancora meno di voi, ma cosa possiamo fare? Perché non fanno delle statistiche per vedere quanti di quei criminali che fanno la rubbrica nera in italia sono rrom e quanti rumeni prima di ettichetare tutti i rumeni come "pericolo nazionale"?
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superbibbone
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« Răspunde #4 : 06-11-2007, 11:13:19 »

il vero problema è che in italia non si capisce bene la differenza tra i rrom e i rumeni! Sono in italia da 5 anni e sento sempre la stessa porcheria! Come facciamo spiegarvi? I rrom fanno le stesse cose in Romania come in Italia, noi li vogliamo ancora meno di voi, ma cosa possiamo fare? Perché non fanno delle statistiche per vedere quanti di quei criminali che fanno la rubbrica nera in italia sono rrom e quanti rumeni prima di ettichetare tutti i rumeni come "pericolo nazionale"?

il vero problema sono tutti gli italiani e i romani in particolar modo che hanno dato milioni di consensi ad uno come veltroni che non sa che pesci pigliare!!!!! è una persona inutile che, come gran parte degli uomini che ci governano, davanti ad un problema urgente e concreto "se la fa addosso",  abituato come è a dire solo le solite cazzate al popolino a lui fedele....ma questo qui che cosa ha fatto per gli italiani e per roma....oltre alla festa del cinema!!!!!!
ma che ritorni a fare il critico cinematografico!!!! è quello il suo posto!!!!!!
 
Memorat
dadi
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« Răspunde #5 : 06-11-2007, 12:05:36 »

Il problema di Veltroni e' che e' un communista che vuol diventare piu' fascista dei fascisti... farebbe ridere se non stesse danneggiando un popolo intero...
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superbibbone
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« Răspunde #6 : 06-11-2007, 15:45:38 »

Il problema di Veltroni e' che e' un communista che vuol diventare piu' fascista dei fascisti... farebbe ridere se non stesse danneggiando un popolo intero...

purtroppo i veri comunisti in italia sono finiti da tempo....(almeno si conoscevano e si evitavano)
i vari veltroni, rutelli, prodi, d'alema e tutti gli altri sono peggio della piu' sudicia DC degli anni 60 70 e 80....quelli almeno hanno rubato tanto ma hanno anche fatto tanto.....
questi qui sanno solo dire cose inutili e senza senso....parlano ma non dicono niente...ma che schifo!!!!!
ma poi veltroni non aveva detto che sarebbe andato  a fare il missionario in africa....!!!!!! Lo avra' fatto solo per prendere altri consensi....chissa'Huh??
della serie...la faccia come il culo!!!!!
Viva Basescu e e la Romania!!!!!
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simona_02
Vizitator
« Răspunde #7 : 06-11-2007, 15:50:18 »

Viva Basescu e e la Romania!!!!!


mor mor mor
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dadi
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« Răspunde #8 : 06-11-2007, 16:26:25 »

Veltroni ha pure offerto un posto nel suo governo (quale governo??) alla moglie di Berlusconi. Non credo che c'è bisogno di dire altro...
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gattopardo56
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« Răspunde #9 : 06-11-2007, 18:14:49 »

Rischi per il business, Unimpresa scrive ai giornali di Bucarest: «L'integrazione funziona»

DAL NOSTRO INVIATO
BUCAREST (Romania) — Parlano quasi la stessa lingua, ma da almeno tre mesi italiani e romeni faticano enormemente a capirsi. Non sugli affari, per il momento. Ma quella che ha investito i rapporti tra Bucarest e Roma è una vera e propria crisi mediatica.
Se e' vero che un giornalista romeno può tranquillamente chiedere al collega italiano «perche' Veltroni vuole cacciare la Romania dall'Unione Europea» (frase mai pronunciata dal neosegretario del Partito Democratico), significa che qualche problema c'e' veramente.
Gli imprenditori veneti sono in allarme. Uninpresa Romania, l'associazione che riunisce oltre 700 imprese italiane ed è guidata dal veneto Marco Tempestini il 17 ottobre ha pubblicato un'inserzione a pagamento sui quotidiani romeni. Obbiettivo: gettare acqua sul fuoco: «Non e' vero che in Italia stia emergendo un problema di convivenza e integrazione». Un gesto apprezzato pubblicamente dal primo ministro di Bucarest Tariceanu. E anche l'ambasciata italiana, guidata da Daniele Mancini, che e' evidentemente preoccupata, sta dispiegando tutti i mezzi necessari per aiutare la comprensione reciproca.

Eppure il meccanismo messosi in moto dalla scorsa estate e' di quelli rognosi da fermare. E' la settimana di Gorgo al Monticano e di altri fatti di cronaca nera che vedono in giro per l'Italia per protagonisti criminali romeni. Sui quotidiani italiani si parla apertamente di emergenza. E i numeri stanno li a testimoniarlo.
Ma il riflesso condizionato che scatta in Romania e' micidiale.
Tira aria di cospirazione. Ad ogni prima pagina italiana corrisponde una prima pagina in Romania: che non parla del fatto o del problema, ma di come viene trattata la notizia. «C'e' una connotazione politica nella campagna antiromena che c'e' in Italia?», chiede un collega di Bucarest. «Controllate i dati che vi forniscono le forze dell'ordine, siete sicuri che siano tutti romeni e non stranieri di altre nazioni che si dichiarano romeni?», incalza Cristian Burcioiu, cronista di Libertatea.«Perche' se poi raccontate sul giornale anche il furto di un portafogli perche' commesso da un romeno... », continua.
Il collega mostra una foto di Porta a Porta, con il titolone sparato «Emergenza romeni». «L'ultima volta che sono stato a Roma in vacanza mi accorgevo che venivo trattato peggio e in modo più scortese quando dichiaravo la mia nazionalita' », racconta.
«Poi evidentemente - punge Iuliana Anghel, di Radio Romania International - avete pene troppo miti e una giustizia che non funziona bene». Del vero c'e', ovviamente.

Ma spiegargli che i dati ufficiali segnalano in Veneto un aumento del 29% degli arresti di neocomunitari dall'apertura delle frontiere, raccontargli che quegli arresti non sono invenzioni, che ce ne sono decine, con foto, nome, cognome, che di scrivere sui quotidiani dei furti di portafogli, beh quello nemmeno a pensarci, non sembra convincerli a pieno.

Sono solo esempi. Ma il termometro del risentimento verso gli italiani segna una febbre per ora leggera che bisogna evitare diventi cronica. L'opinione pubblica - raccontano gli italiani che frequentano Bucarest - e' tramortita. E le spiegazioni per quello che accade in Italia, la supposta campagna mediatica contro i romeni, svariano dal disegno politico xenofobo alla confusione tra reati commessi da Romeni e quelli commessi da Rom (che a Bucarest sembra siano amati forse ancor meno che da noi).

Il tutto con una vena di vittimismo che evita di affrontare il problema partendo dai dati. Anche il governo di Bucarest si e' allarmato tanto che Dan Jurcan, «tecnocrate» ed ex direttore dell'Agenzia governativa delle strategie annuncia un sondaggio in Italia tra i romeni e gli stessi italiani per capire quale sia esattamente la percezione reciproca.
«Ogni romeno in Italia è ambasciatore del proprio popolo- ricorda ai connazionali - e deve comportarsi bene». Ma poi, parlando a titolo strettamente personale, azzarda un paragone che ben spiega la visione che a Bucarest hanno della questione. «I romeni in Italia stanno funzionando da caprio espiatorio, stanno pagando i problemi degli italiani. E nella storia e' gia' successo con un altro popolo, gli ebrei».

Nel mezzo di questa incomunicabilita', la paura, che sta avanzando concreta, che tutto questo rischi di intaccare un rapporto che i numeri definiscono unico nel suo genere: almeno 600mila romeni, tra cui 40mila bambini, residenti in Italia; 12mila imprese italiane (la gran parte dal Nord Est) operanti attualmente in Romania e che danno da lavoro a 800mila persone, quindicimila connazionale presenti il loco. Un interscambio da 12 miliardi di euro annui che si traduce in 325 voli aerei e 3.000 camion al giorno (e questi passano tutti per Mestre) che fanno la spola trasportando merci e persone.
Ma se il tema del risentimento verso gli italiani dovesse diventare da mediatico a politico, allora i guai (e si parla di contratti e soldi) potrebbero essere ben altri.
Luca Barbieri

Corriere del Veneto, 31/10/2007, pag. 5



CAri amici rumeni,

Io credo che il problema della delinquenza rumena sia un falso problema.
Il vero problema e' che in Italia la criminalita' e' in continuo aumento e la sicurezza dei cittadini sempre piu' in pericolo per un motivo ben preciso che non ha nulla a che vedere con i rumeni e gli altri stranieri.
La verita'e' che in Italia non esistono leggi efficaci per contrastare efficacemente iol crimine violento, qualunque sia la nazionalita' di chi lo commette.
Per quanto riguarda la recente vicenda di Roma, io sono certo che la stragrande maggioranza dei rumeni che vive e lavora in Italia si vergognino per il criminale gesto di quel giovane rumeno, cosi' come TUTTI gli  italiani onesti si vergognano per la vile aggressione compiuta il giorno dopo da 10 delinquenti italiani della peggiore specie, contro 4 poveri innocenti cittadini rumeni che, con l'omicidio della Reggiani, non c'entravano per nulla
« Ultima modificare: 06-11-2007, 19:00:18 de către gattopardo56 » Memorat
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