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Autor Subiect: Libri  (Citit de 2527 ori)
tenghy
SCUIPACIOASA, DRAGHE !
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« : 19-04-2009, 10:29:00 »

Qui scrivete solo il titolo, l'autore  e i dati del libro eventualmente con due tre righe di presentazione. Per discuttere sui libri aprite altri topic.
Si parla di libri pubblicati in Italia sulla Romania o sui principati romeni nel caso, libri pubblicati in italiano) di autori romeni o che sono nati e hanno lavorato sul teriotorio romeno

Guide turistiche
Libri di viaggio
Romanzi
Poesie
Storia
Religione
etc
« Ultima modificare: 02-05-2009, 18:36:30 de către dr tenghy » Memorat
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« Răspunde #1 : 19-04-2009, 10:33:05 »

Romania e Moldova, Autori:  Kokker Steve  Kemp Cathryn Guide EDT/Lonely Planet, 2004

Gli imponenti Carpazi e le dolci colline, le valli lussureggianti e le vertiginose Gole di Bicaz, le grotte spettacolari e il suggestivo Delta del Danubio, i castelli pittoreschi e i monasteri affrescati sono solo alcune delle attrattive di questi due paesi, ultimi bastioni dell'Europa rurale, ricchi di antiche tradizioni e testimoni di un tempo e di uno spazio da rievocare con nostalgia. La guida propone: numerosi suggerimenti per visitare i musei di Bucarest e Craiova, l'elegante Cluj-Napoca, il centro medievale di Brasov, i monasteri di lasi e la storica Timisoara; le attività all'aperto: mountain bike, sci, trekking, arrampicata, canoa; gli indirizzi di bar e bistrò dove gustare la màmaliga e sorseggiare una tuica.

l'ho trovato utile come guida

nuova edizione:

Romania e Moldova,con Bucarest, Valacchia, Transilvania, Moldavia e altre regioni, autori Reid Robert  Pettersen Leif ,  Lonely Planet-EDT, 2007



Romania, TouringClub Italiano,Guide verdi d'Europa, 2005

La Valacchia di Bucarest, la Moldavia colorata dei monasteri, la Dobrugia di Ovidio, dove il Danubio va a morire, la Transilvania sassone e ungherese, il Banato delle Porte di Ferro, i silenzi dei Carpazi, le spiagge del Mar Nero: viaggiare in Romania è attraversare un mosaico di luoghi e tradizioni, di passato e di futuro.



-molta storia e arte e pocchissime le informazioni su alloggi, ristoranti etc.

Romania, Burford Tim  Longley Norm Roughguide/Vallardi, 2007
La guida si apre con un'ampia sezione dedicata a viaggio, arrivo, trasporti e servizi vari per il viaggiatore straniero, per poi descrivere le maggiori attrazioni della città.


malgrado gli interessanti informazioni culturali sui vampiri, musica, flora fauna e minoranze etniche e storia della Romania non la consiglio come guida turistica inquanto non è aggiornato con informazioni sui ristoranti, supermercati etc

Romania, in Rivista Meridiani, aprile, 2006




Romania: White Star, Guide traveler, 2008
(guida di National Geographic)

Grazie a una serie di itinerari consigliati, il lettore potrà avventurarsi anche nei luoghi più remoti avvalendosi delle informazioni pratiche che il testo fornisce. Ogni guida, in un pratico formato, si avvale di testi accurati e di un ricco apparato iconografico, costituito da fotografie, mappe dettagliate e ricostruzioni tridimensionali dei più importanti siti da visitare;.
« Ultima modificare: 29-04-2009, 12:14:54 de către dr tenghy » Memorat
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« Răspunde #2 : 19-04-2009, 10:36:00 »

Kos Karoly - La Transilvania, Storia e cultura dei popoli della Transilvania Rubbentino, 2000
banalizzata nel linguaggio corrente per terra di mostri e vampiri dal successo del romanzo di Stoker, deve salutarmente confrontarsi con il provocatorio titolo dell'introduzione di Roberto Ruspanti al saggio di Kós oggi riproposto in italiano: "La Transilvania non è la terra di Dracula, ma una storica regione multietnica d'Europa".La drammatica, e in Italia poco nota, epopea delle "tre nazioni storiche" - Magiari, Magiaro-Secleri e Sassoni - e della "quarta nazione", i Rumeni, viene evocata da Károly Kós (1883-1977), architetto di fama mondiale, grafico e scrittore magiaro-transilvano, con rigore appassionato: da protostoria e dominio romano, attraverso i mille anni dalla conquista magiara fino all'assemblea di Gyulafehérvár (Alba Julia) del 1918 che sancì l'unione con la Romania, l'autore evidenzia la peculiarità storico-culturale della Erdély ("terra coperta dalle foreste", antico nome ungherese del titolo originale del saggio) rispetto alle nazioni cui si trovò accorpata - la conservazione orgogliosa nel tempo dei caratteri propri di ciascuna etnia della regione e la partecipazione di tutte a una natura comune, appunto specificamente "transilvana".(scheda di Pezzini, F. L'Indice del 2000, n. 07)





Jules Verne- Il castello dei Carpazzi, Editori Riuniti, 1996
In un tetro castello che domina uno sperduto villaggio nei Carpazi (in monti Retezat), un’antica maledizione innesca una misteriosa e avvincente vicenda di amore e di morte.
Un Verne decisamente insolito, che innesta sul genere del romanzo del terrore la sua caratteristica predilezione per le invenzioni scientifiche più strabilianti, dando vita, attraverso una catena di enigmi e fenomeni inspiegabili, a una perfetta e affascinante macchina narrativa.




Miti e leggende di Dracula e della Transilvania

Da Attila a Dracula, da Traiano a Mattia Corvino, storie e personaggi dalla regione più 'misteriosa' d'Europa continuano a vivere in un ricchissimo patrimonio di narrativa popolare
curata  Di Claudio Mutti, Newton & Compton Editore, 2004






Claudio Magris- Danubio, Garzanti Editore, 1996

Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore  che ripercorre il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme le stagioni della cultura central-est-europea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico le civiltà dell'Europa centrale, rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana.

« Ultima modificare: 29-04-2009, 13:33:55 de către dr tenghy » Memorat
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« Răspunde #3 : 19-04-2009, 12:03:56 »



Monica Mincu, ricercatore universitario all'Università di Torino nelle scienze di Educazione e Formazione. I principali interessi di ricerca e di insegnamento rientrano nell’ambito dell’educazione comparata e delle politiche educative, con particolare interesse per i temi dell’educazione nell’Est Europeo e per la formazione degli insegnanti. 

Monica Mincu- Educazione e cittadinanza nel postsocialismo I cambiamenti dell'Europa dell'Est dopo 1989, Casa Editrice SEI, 2004


In che modo il progetto comunista di società ha influito sull'educazione? Si può ritenere che sia esistito un vero e proprio "modello" educativo sovietico? In che modo l'ideale di giustizia e di uguaglianza sociale si è tradotto in piano educativo e con quali conseguenze? Come imparare la libertà e come preservare la solidarietà? Ma anche l'uguaglianza, questione centrale del progetto comunista, che rappresenta tuttora una vera e propria sfida.
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« Răspunde #4 : 19-04-2009, 12:15:59 »



Stefano Botoni- La Transilvania rossa, il comunismo romeno e la questione nazionale (1944-1965), Editore Carocci, 2007



Come hanno interagito nella seconda metà del Novecento classe e nazione, identità politiche e vincoli etnoculturali in una regione multinazionale come la Transilvania? Il volume analizza la dimensione quotidiana della convivenza interetnica in una società di tipo sovietico cogliendo nella svolta post 1956 delle politiche nazionali romene, dovuta a una percezione "etnicizzata" della rivoluzione ungherese, la radice del progetto di comunismo nazionale attuato dopo il 1965 da Nicolae Ceausescu.

Stefano Bottoni è ricercatore universitario all'università di Piemonte Orientale, Attivita'/interessi di ricerca scientifica storia contemporanea dell'Europa centro-orientale,, le questioni nazionali nell’Europa centro-orientale del XX secolo
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« Răspunde #5 : 19-04-2009, 12:24:40 »



Spineto Natale - Mircea Eliade. Storico delle religioni. Con la corrispondenza inedita di Mircea Eliade-Károly Kerényi, Morcelliana , 2006




Mircea Eliade (Bucarest 1907-Chicago 1986) è fra i rappresentanti più noti della storia delle religioni del Ventesimo secolo e fra gli storici delle religioni che hanno più influito sulla cultura del nostro tempo. A vent'anni dalla sua morte continua a far discutere, al punto da essere stato oggetto, in tempi recentissimi, di diversi volumi - riguardanti soprattutto il tema delle sue attività politiche giovanili e la sua idea della storia delle religioni come disciplina autonoma -, ciascuno dei quali ha dato luogo a dibattiti e polemiche giornalistiche. Eppure, una ricostruzione puntuale e completa delle opere, della vita, del pensiero di Eliade, che ne metta in luce il progressivo formarsi chiarendone la rete culturale di riferimento, non è ancora stata effettuata. Questo lavoro propone una ricostruzione delle fasi salienti della biografia intellettuale dello studioso romeno, un'analisi dei concetti chiave del suo pensiero (la comparazione, l'archetipo, l'ermeneutica, il simbolo) e di due componenti basilari della sua formazione: la relazione con il "maestro" Raffaele Pettazzoni e il rapporto con gli esponenti del cosiddetto "pensiero tradizionale". In appendice si trovano la trascrizione, la traduzione e il commento delle lettere scambiate da Eliade con un altro protagonista degli studi religiosi del suo tempo: Károly Kerényi (1897-1973).

Natale Spineto, professore di Storia delle religioni all’università di Torino,
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« Răspunde #6 : 19-04-2009, 14:21:35 »


Un piccolo pamphlet di Claudio Mutti, ora su posizioni lontane dalle mie (convertito all' Islam e russofilo per la Transnistria), ma, a differenza di chi si dichiara libertario in questo sito e che vorrebbe forse qualche censura in piu', verso il quale nutro profondo rispetto per l' altissima conoscenza delle Tradizioni e della Lingua Rumena. Il libro tratta delle adesioni alla Guardia di Ferro di 5 noti Rumeni:Eliade, Cioran,Nae Ionescu, Noica e Vasilescu. Ricordiamo che Mircea Eliade ,il piu' grande storico delle Religioni del Novecento, per l' adesione alla GdF ebbe preclusa la strada al Nobel per ,se non ricordo male, 9 volte.

« Ultima modificare: 19-04-2009, 14:24:22 de către Vandeaitaliana/Starsandba » Memorat
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« Răspunde #7 : 19-04-2009, 14:55:48 »



2 libri autobiografici, editi da Jaca Book , per comprendere meglio Mircea Eliade. Libri da leggere, non da consigliare magari basandosi sulle "trovate" di internet.Il primo tratta del periodo 1907/1937,per esempio ,parla dei rapporti con Codreanu e col Professor Nae Ionescu, come a pag. 290 e seguenti.Di cui Eliade fu un fervente seguace.Nel secondo, a pag. 28 si parla in modo adeguato e veritiero di Codreanu, e del senso religioso e mistico della Vita per il fondatore della Guardia di Ferro.
Con le dovute proporzioni, e la dovuta modestia, il mio personale percorso di ritorno al Cattolicesimo, dopo viaggi in India, Birmania, Nepal, Cina, è similare,attraverso lo studio del Buddismo, dello Sciamanesimo, del Confucianesimo e dell' Induismo. Per il fatto che, secondo la gentile Dr. Tenghy io sarei un fondamentalista...




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« Răspunde #8 : 19-04-2009, 15:15:16 »

Questo, purtoppo, è un libro non reperibile sul mercato, ma io ne ho una copia. Si potrebbe chiedere notizie al traduttore dell' opera ,Antonio Pitamitz. In Italia fu edito nel 1991 dall' Editore, una piccolissima casa editrice. Naturalmente, ecco l' ISBN e' 88-7165-065-4.

Piu facile è trovare il testo in Inglese o Rumeno.

Tratta dei crimini di Elena e Nicolae Ceusescu, dei loro rapporti con Arafat e di come presero in giro l' Occidente.

Pacepa, per chi non lo sapesse, fu il più alto Generale della Securitate che scappò negli USA.
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« Răspunde #9 : 19-04-2009, 15:20:38 »



Un piccolo racconto dell' esilio a Grenoble di Codreanu e di Sua Moglie . Di come si possa vivere con dignita' ed in poverta' e con misticismo Cristiano.
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« Răspunde #10 : 19-04-2009, 17:39:04 »

Victor Ieronim Stoichiþã (n. 13 giugno 1949, Bucureºti), storico dell'arte dal 1991 è proffessore di Storia dell'arte moderna e contemporanea  all'Università di Friburgo, Svizzera,   


Alcuni dei sui libri tradotti da Benedetta Sforza per la casa Editrice Il Saggiatore di Milano

Victor Ieronim Stoichita Breve storia dell'ombra, Il Saggiatore, Milano, 2000



Victor Ieronim Stoichita- L'invenzione del quadro, Il Saggiatore, Milano, 1998


Victor Ieronim Stoichita, Anna Maria Coderch- L'ultimo carnevale, Goya, de Sade e il mondo alla rovescia,  Il Saggiatore, Milano, 2002



Victor Ieronim Stoichita- L'effetto Pigmalione : breve storia dei simulacri da Ovidio a Hitchcock ed curata di Aurelio Pino, Il Saggiatore, Milano, 2006



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« Răspunde #11 : 20-04-2009, 11:28:19 »



Dieci anni di indagine nella Romania rurale sui Riti, i Costumi e le Credenze che ancora sopravvivono in Oltenia  al modernismo.Dedicato a Mircea Eliade.
Zorile,Ursitorile,Zinele, Ielele, ed altre cose appartenenti al patrimonio della Cultura Daco-Romanica sui Riti dei Morti.
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« Răspunde #12 : 29-04-2009, 10:09:27 »

Il fascismo rimosso: Cioran, Eliade, Ionesco
di Laignel-Lavastine Alexandra
,UTET, 2008



 Emile Cioran, Mircea Eliade ed Eugène Ionesco sono riconosciuti come tre importanti classici della cultura
francese ed europea della seconda metà del XX secolo. Nati in Romania precisamente a due anni di distanza l'uno
dall'altro - nel 1907 Eliade, nel 1909 Ionesco e nel 1911 Cioran - i tre giungeranno, sul filo di percorsi peraltro accidentati,
a imporsi come maestri pressoché incontestati, ciascuno nel proprio campo: Cioran come esteta dell'apocalisse e "La
Rochefoucauld del XX secolo"; Ionesco, primo scrittore francese a essere pubblicato, ancora vivente, ne La Pléiade,
quale principe dell'assurdo; Eliade come "uno dei più grandi storici delle religioni del nostro tempo", secondo un'
espressione comparsa un po' ovunque al momento della sua morte, nel 1986. Per coloro che si interrogano sull'
adesione al fascismo di Emile Cioran e soprattutto di Mircea Eliade, questo libro dissiperà gli ultimi dubbi. Tutt'altro che
peccato giovanile, si scoprirà, " partendo dagli inediti scritti politici in francese e da archivi fino ad ora inesplorati,
l'ampiezza del loro discorso antisemita e ultranazionalista ponato avanti da questi due autori oggi celebri in tutto il
mondo... ma anche la loro ostinazione nel camuffare, o meglio riciclare dopo il 1945, una filiazione ideologica comunque
necessaria per comprendere le loro opere della maturità. Di questa "rimozione del fascismo" Ionesco fu un testimone
consenziente? Il giovane intellettuale di sinistra conosceva perfettamente, per averla combattuta negli anni Trenta, la
militanza dei suoi compatrioti. Come interpretare allora il bizzarro patto del silenzio stretto nel dopoguerra tra i tre
uomini? Complice amnesia o equivoco effetto delle solidarietà anticomuniste dell'esilio? L'Autrice, che non assume mai un
tono inquisitorio, illumina il percorso delle loro vite attraverso una minuziosa inchiesta, che ci farà viaggiare dalla Bucarest
delle Guardie di Ferro a Parigi.




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vi ricordo che qui potete inserire solo i dati dei libri, senza commenti
personali,
scrivete l'autore , titolo, casa editrice, l'anno della pubblicazione
 non bastano le foto delle copertine
nelle foto prima (Morire all'ombra die carpazi) non si vedono in modo chiaro né autori nè casa editrice
« Ultima modificare: 29-04-2009, 10:15:53 de către dr tenghy » Memorat
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« Răspunde #13 : 29-04-2009, 13:23:34 »

Constantin Noica Saggio sulla filosofia tradizionale, ETS, 2007

Un'analisi della storia del pensiero e delle sue strutture, da Platone a Heidegger, senza trascurare contributi goethiani e biblici, porta Constantin Noica a formulare una nuova definizione di 'ragione' e a individuare i fondamenti di un'ontologia del divenire entro l'essere. Il saggio, che risente degli studi di logica negli anni del soggiorno berlinese (1940-44), e che al contempo ospita una profonda riflessione sulle categorie dialettiche tradizionali, quelle kantiane in primis, enuncia per la prima volta il postulato della filosofia noichiana, che verrà poi elaborato compiutamente in un saggio di un trentennio successivo, il Trattato di Ontologia, del 1981. "Come esiste un posse che si rifiuta all'esse, ma ne esiste anche uno che rimanda come potenzialità a questo, così esiste un fieri che si rifiuta all'esse, ma anche un fieri che si coinvolge in questo: il divenire entro l'essere" (dall'Introduzione dell'autore).


Constantin Noica Trattato di ontologia, Ed ETS,2007


L'ontologia tradizionale ha avuto come fine la contemplazione di un Essere Perfetto e elevato. Da Heidegger in poi, i filosofi si sono spesse volte rammaricati del fatto che un tale orientamento abbia condotto allo scacco dell'ontologia stessa. Ma che succederebbe se l'ontologia non partisse più dall'alto, da un Empireo dell'essere, ma dal basso? È ciò che si chiede Noica, in un trattato che racchiude trent'anni di riflessione filosofica. Partire dal basso può significare, innanzi tutto, restituire un tono più umile a una simile riflessione, nell'ultimo secolo sempre più impallidita di fronte ai successi della ricerca scientifica. Quest'ultima, difatti, ha saputo dissertare di più e meglio sui vari aspetti della filosofia tradizionale, screditando la filosofia stessa e la sua secolare autorità. L'unico dominio non ancora nominalmente affetto da scientismo è quello dell'essere in quanto tale: e, proprio per questo, di tutte le forme filosofiche possibili l'ontologia sembra presentarsi come quella dotata di maggior senso attuale. Ma se l'ontologia verrà reinaugurata 'dal basso', la contemplazione dell'essere non potrà non avere inizio e fine che nel quotidiano intramondano, nella datità delle cose che sono. È da queste premesse che si sviluppa il discorso noichiano, fondato su un severo richiamo al compito essenziale e sfuggente della filosofia: il poter dire che ogni cosa è nella misura in cui è, e il comprendere il mondo nella doppia accezione del capirlo e dell'avvolgerlo.
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« Răspunde #14 : 29-04-2009, 14:00:06 »

L'holocausto

Elie Wiesel, La notte, La Giuntina, 2007



Elie Wiesel nato nel 1928 a Sighet, in Transilvania, deportato ad Auschwitz e Buchenvwald.
Nel 1986 ha ricevuto il premio Nobel per la pace.
Attualmente vive negli Stati Uniti  e insegna presso l'Università di Boston.
La notte, pubblicata nel 1958 a Parigi, è un romanzo autobiografico in cui l'autore racconta la sua esperienza nei Lager nazisti, effettuando anche profonde riflessioni sull'esistenza di Dio.
“Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. […]
(Elie Wiesel, La notte, Edizione  Giuntina, Firenze 2001, pp. 39-40

Elie Wiesel-Dopo la notte, Garzanti, 2004
Per sfuggire ai fascisti ungheresi il piccolo Gamaliele si è affidato a Ilonka, una ragazza cattolica, voluttuosa cantante di cabaret, che lo ha nascosto e protetto dalle persecuzioni naziste. Ora è un uomo maturo e vive a New York. La sua è la vita di un rifugiato, fatta di incontri e abbandoni, di continue partenze e umilianti burocrazie. Ha quattro amici, scampati come lui agli orrori della storia: Bolek, Diégo, Iasha e Gad. Con loro condivide la solidarietà dei rifugiati ma anche momenti di allegria rumorosa. Finchè a Gamaliele non arriva la notizia che in un ospedale cercano un traduttore: hanno ricoverato una donna, una ungherese senza identità, con cui non riescono a comunicare. Potrebbe essere llonka, di cui da tempo ha perso le tracce.

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